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STORIA DI GENEROsità

“Hai visto come hanno innalzato quell’edificio grandioso? —Un mattone, poi un altro. Migliaia. Ma a uno a uno.
—E sacchi di cemento, a uno a uno. E blocchi squadrati, che contano ben poco rispetto alla mole dell’insieme.
—E pezzi di ferro. — E operai che hanno lavorato giorno dopo giorno, le stesse ore… Hai visto come hanno innalzato quell’edificio grandioso?…
— A forza di cose piccole!”
 San Josemaría Escrivà.

ELIS: una storia appassionante di generosità e dedizione

In oltre 50 anni ELIS si è sviluppato anche grazie alla generosità di molti donatori,
che hanno contribuito economicamente per ridurre o azzerare i costi
di iscrizione degli alunni e delle alunne.

1955

Francesco Mario Oddasso, amministratore delegato della CISA Viscosa, dona alla Santa Sede una cifra equivalente a oltre due milioni e mezzo di euro attuali per un progetto di “Casa del Lavoratore”. Vorrebbe che fosse realizzata in occasione dell’80° compleanno di Pio XII. La sua idea è frutto della constatazione che molti giovani operai arrivano a Roma per lavorare e non trovano altre strutture di accoglienza che i gruppi marxisti: non hanno quindi la possibilità di formazione cristiana.
Il Cav. Oddasso conosce Giovanni Masià, dell’Opus Dei, che sta promuovendo la nascita della Residenza Universitaria Internazionale RUI all’EUR e lo aiuta personalmente con borse di studio, dato che la sua azienda non ha voluto contribuire.

Maggio 1958

13 gennaio 1959

Masià e Oddasso si incontrano nuovamente e quest’ultimo gli chiede che sia l’Opus Dei a proporsi alla Santa Sede per realizzare il progetto della “Casa della gioventù lavoratrice”, fermo nel cassetto perché nessuno se ne fa carico. Il giorno dopo Masià informa il Vicario dell’Opus Dei per l’Italia, don Giovanni Battista Torellò che decide di studiare la proposta: “Chissà se non è la Provvidenza che ci mette tra le mani questa occasione”, afferma.
Mons. Angelo Dell’Acqua, sostituto della Segreteria di Stato, visita la RUI insieme a Masià che gli parla del progetto di Oddasso, citandogli un’esperienza analoga già realizzata da persone dell’Opus Dei a Madrid: la scuola Tajamar. La settimana seguente, in un incontro in Vaticano, Masià propone che il progetto romano sia realizzato costruendo un edificio ad hoc: Dell’Acqua accetta e chiede all’Opus Dei di andare avanti e, successivamente, di gestire il complesso da costruire.

Aprile 1959

20 ottobre 1959

Masià informa Dell’Acqua che il fondatore dell’Opus Dei, San Josemaría Escrivá, ha risposto affermativamente alla richiesta.

Nei tre anni successivi si lavora per risolvere tanti problemi, da quelli economici perché il costo era superiore alle disponibilità (dal Vaticano volevano una struttura grande e capiente), a quelli gestionali, perché le persone dell’Opus Dei erano molto poche in Italia (ecco perché vennero da altri Paesi ad aiutare). Cito solamente il fatto che a un certo punto Dell’Acqua volle aggiungere una parrocchia indicando che fosse dedicata a San Giovanni Battista, in onore del nome di battesimo di Papa Paolo VI, ora beato.

Nasce l’Associazione Centro ELIS. L’acronimo è sviluppato in Educazione, Lavoro, Istruzione, Sport a partire dal nome del luogo dove si svolsero le prime olimpiadi antiche, in Grecia. I fondatori sono professionisti che affidano la presidenza al Cav. Francesco Mario Oddasso. ELIS non è un’istituzione clericale, ma un ente civile, che sarà riconosciuto dal Presidente della Repubblica nel 1965 e ne avrà la Medaglia d’oro nel 1989.

14 novembre 1962

27 settembre 1964

I primi otto entrano nel cantiere e si stabiliscono all’interno dell’edificio per accelerare i tempi di conclusione dei lavori e poter iniziare l’anno scolastico a ottobre. Curiosità provvidenziale: 50 anni dopo, proprio in quella data, Mons. Alvaro del Portillo è proclamato beato. È presente, insieme a San Josemaría, il 21 novembre 1965 quando Papa Paolo VI visita il Centro ELIS. Il Pontefice  dice, tra l’altro: “Questa istituzione, che voi qui vedete quanto bella, grande e moderna, vuol essere una prova, una nuova prova dell’amore che la Chiesa, che i Papi ancor oggi nutrono per la gioventù lavoratrice… Non è un semplice albergo, non una semplice scuola, non è un campo sportivo qualsiasi: è un centro dove l’amicizia, la fiducia, la letizia, formano atmosfera; dove la vita ha una sua dignità, un suo senso, una sua speranza; è la vita cristiana, che qui si afferma e si svolge”. La folla supera ogni aspettativa in un quartiere a maggioranza assoluta di voto comunista: nessuno si aspettava un’accoglienza così affettuosa verso il Papa che prolunga la sua visita oltre i tempi protocollari e conclude: “Tutto qui è Opus Dei”.

L’ultimo trimestre del 1964 è un’attività pioneristica, che raggiunge l’obiettivo di iniziare le lezioni nei laboratori provvisori, grazie anche a tanti volontari, professionisti e tecnici che decidono di sacrificare il proprio tempo a beneficio dei giovani in formazione. Mi piace citare una lettera di Sofia Varvaro, una delle prime che lavorarono nella SAFI occupandosi dell’amministrazione domestica delle residenze. Scrive a sua madre: “4 novembre 1964. Altro avvenimento notevole è stato l’inizio del funzionamento del self-service per la residenza [maschile]. Il primo giorno erano 80 e con nostra costernazione hanno fatto fuori 21 kg di pasta”. Dietro questa divertente constatazione ci sono giornate di fatica per rendere accoglienti i locali e piacevole la permanenza di centinaia di persone, nelle due residenze, maschile e femminile.

il Marchese Alessandro Gerini dona il Casale delle Rocche sul pizzo di Ovindoli per dare agli studenti e residenti ELIS un luogo di svago e divertimento, ma anche un luogo dove organizzare ritiri spirituali e altre attività formative: lo sviluppo successivo porta alla costruzione di un altro Casale negli anni novanta.

Nel 1967

9 agosto 1976

Il Comune di Roma approva il progetto dell’edificio della Scuola ELIS con la palestra. Lo costruisce a sue spese Fausto Marzi Marchesi, che aveva aderito al Partito Comunista fino all’invasione dell’Ungheria nel 1956, finanziandone le attività. Non era stato possibile costruire la Scuola sin dall’inizio per mancanza di soldi: le aule erano nel seminterrato della Residenza e le officine in capannoni. Marzi Marchesi opera con lungimiranza, facendo scavare nelle grotte sottostanti per creare un secondo seminterrato affermando che sarebbe servito in futuro: effettivamente, nel 2005 si inaugurano i nuovi uffici in quei locali.

il Beato Alvaro del Portillo, Prelato dell’Opus Dei, incontra i suoi figli spirituali nel Centro ELIS per la seconda prima volta dopo la morte del Fondatore. Dice, tra l’altro: “Il Signore vi ricompenserà per il lavoro generoso che svolgete qui”.

25 gennaio 1983

15 gennaio 1984

San Giovanni Paolo II visita il Centro ELIS e incontra gli studenti e i giovani nella palestra ELIS. Dice, tra l’altro: “Soprattutto desidero rivolgere un particolare saluto ai dirigenti e appartenenti al Centro ELIS, i quali con la loro opera di promozione umana e sociale rendono fecondo il terreno dell’intero quartiere”. È il riconoscimento di un costante lavoro per andare oltre la formazione professionale, cercando anche di incidere sulle persone perché siano migliori cittadini. L’ampiezza dell’azione delle attività sportive ELIS, sin dal primo anno di esistenza del Centro, verso migliaia di bambini e ragazzi, è uno dei veicoli formativi che si propone di arrivare anche alle famiglie degli atleti.

 L’Associazione Centro ELIS è riconosciuta ONG idonea per la cooperazione allo sviluppo. Diventa quindi attività abituale l’esportazione del modello formativo con la creazione di scuole professionali in Asia e America Latina e, successivamente di formazione alla microimprenditoria femminile in Africa.

1987

9 aprile 1992

Si costituisce il Consel – Consorzio ELIS per la formazione professionale superiore tra la Cedel – cooperativa educativa ELIS, STET, Ericsson SIELTE e Italcementi. I suoi consiglieri di amministrazione sono dirigenti e professionisti che operano a titolo di volontariato. È l’inizio di una collaborazione strutturata tra ELIS e le aziende per aumentare le possibilità di occupazione dei giovani. Venti anni dopo sono oltre 40 le grandi imprese consorziate che progettano corsi nelle scuole ELIS e migliaia i ragazzi e le ragazze formati e inseriti nelle diverse aziende.

 Nasce il programma ELIS Fellow. Da allora centinaia di manager di alto livello delle aziende in contatto con ELIS dedicano gratuitamente ore del loro prezioso tempo per insegnare agli studenti ELIS o per aiutarli in altri modi (mentoring, tutorato, shadowing).

2001

2006

Muore Emiliano Lunerti, giovane ingegnere che all’ELIS ha scoperto la propria vocazione alla santità nella professione. La sua azienda decide di ricordarlo con un donativo che dà il via al fondo per i prestiti d’onore. Dal 2011 nascono altri 7 fondi intitolati e si sviluppa notevolmente l’attività di prestito che in tre anni raggiunge 400.000 € per 250 studenti: ne hanno già restituiti 90.000.

È catalogato il 10.000 libro della Biblioteca Centro ELIS, aperta al pubblico. È “Metamorfosi della gnosi” di Emanuele Samek Ludovici: un segno di livello culturale del patrimonio librario che spazia da letteratura per ragazzi a testi tecnici, passando per tutte le tipologie. Inserita nella rete delle Biblioteche del Comune di Roma, è gestita da volontari che consentono un arricchimento continuo e grande disponibilità per il prestito.

13 ottobre 2006

Estate 2009

225 volontari si alternano per tre mesi dalla mattina alla sera, dal lunedì al sabato per seguire 230 bambini terremotati delle tendopoli intorno all’Aquila. Li fanno giocare e studiare. Alla riapertura delle scuole nell’ottobre 2009, i maestri restano stupiti positivamente per la preparazione degli alunni che non hanno perso l’abitudine allo studio nei mesi di permanenza in tenda. Anche in Friuli e in Irpinia molti volontari ELIS avevano aiutato le popolazioni locali.

 I Presidenti degli enti che aderiscono al Manifesto ELIS sono tutti volontari e sono operativi: dedicano tempo – a volte vari giorni a settimana – alle attività in tutti gli ambiti formativi. Come loro, ci sono ex dirigenti in pensione che hanno pensato bene di utilizzare le loro giornate per un volontariato professionale di alta qualità in ELIS, anche tutti i giorni.

2014

2015

 Abbiamo creato il Club dei CinquantELIS: basta una disposizione permanente in banca per un donativo mensile, anche di soli 10 euro (mezzo caffè al giorno).

Nasce il progetto Adotta uno studente che ogni anno permette a centinaia di giovani fortemente motivati, di frequentare i percorsi di formazione al lavoro di ELIS per costruire il proprio futuro professionale.

2017

Tutti possiamo essere protagonisti della generosità dei prossimi anni.
Grazie a tutti coloro che aiutano l’ELIS.

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